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paul eluard

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Data di pubblicazione del sito 12/5/2007

 

«La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.»
(Enrico Berlinguer)

sinistracastanese@sinistracastanese.it

Vendola: ''Senza patrimoniale non ci sarà vero cambiamento''

''L'equità sociale sarà il segno di un governo davvero nuovo''. Così il leader di Sel intervistato da Fabio Fazio a 'Che Tempo che fa'.

 

 

 
DOMENICA 13 NOVEMBRE DALLE ORE 9 ALLE ORE 13 
IN PIAZZA MAZZINI A CASTANO PRIMO

GIOVEDI' 17 NOVEMBRE DALLE 9 ALLE 13 
IN PIAZZA MERCATO A CASTANO PRIMO 

DOMENICA 20 NOVEMBRE DALLE ORE 9 ALLE 13 
A TURBIGO

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' RACCOGLIERA' LE FIRME PER DIRE NO ALLE SPESE MILITARI.

DI SEGUITO IL TESTO DELLA PETIZIONE

 

DIAMOCI UN TAGLIO!
ALLE SPESE MILITARI

L’Italia spende oltre 25 miliardi di euro per la difesa militare, pari a circa l’1,4 per cento del proprio prodotto interno lordo. Percentuale ben più rilevante dello 0,9 per cento dichiarato ufficialmente dal Governo,che divide la spesa su ministeri diversi, occultando l’ammontare reale del bilancio militare. Il contrario di ciò che accade in altri paesi europei.

Si tratta di un volume di spesa ingiustificato nell’attuale situazione internazionale, tanto più nel momento in cui si chiede ai cittadini italiani di sopportare una manovra iniqua che preferisce tagliarla spesa sociale e il trasporto pubblico piuttosto che rinunciare a qualche cacciabombardiere.

Altri Paesi hanno già annunciato recentemente significative ristrutturazioni della propria spesa militare, come ad esempio la Gran Bretagna dove un governo conservatore ha deciso tagli dell’ordine 4-5 miliardi l’anno rinunciando ad aerei, carri armati, portaerei.

Oggi più che mai è necessario investire nella scuola, nella sanità, nella cultura, nell’edilizia pubblica e popolare per ridurre e invertire la tendenza al progressivo depauperamento dei lavoratori e dei pensionati.

La spesa militare può essere ridotta già dal prossimo anno di almeno 1,5 miliardi di euro attraverso l’uscita dal programma JSF, il totale ritiro dall’Afghanistan, la cancellazione del programma per ulteriori 4 fregate FREMM, la cancellazione del programma missilistico MEADS; con il consolidamento di questi provvedimenti e con l’attuazione di altri quali la soppressione del 50% delle unità corazzate e di artiglieria, la riduzione del numero delle basi dell’Aeronautica militare, la messa in riserva di unità navali, la soppressione dell’indennità di ausiliaria, a partire già dal 2013/2014 il risparmio realizzato si può calcolare in circa 2,5 miliardi l’anno; entro il quinquennio successivo è possibile raggiungere un risparmio complessivo di circa 4,5 miliardi l’anno mediante la riduzione di 30 mila unità degli organici delle Forze armate, la cancellazione di altri programmi di armamento, la progressiva sostituzione di personale militare addetto a funzioni ministeriali, amministrative e logistiche con personale civile, l’aggregazione dei reparti dell’Esercito in un minor numero di strutture, cosa possibile essendo quelle attuali sottoutilizzate.

Per questi motivi, i sottoscritti cittadini italiani

C H I E D O N O

che il Parlamento e il Governo adottino urgentemente provvedimenti per ridurre la spesa militare del nostro Paese di 1,5 miliardi di euro nel 2012 e di 2,5 miliardi negli anni successivi, con l’obiettivo nel medio termine di una riduzione tale da riportare la nostra spesa effettiva sotto lo 0,9 per cento del Pil contro l’1,4 per cento effettivo di oggi con un diminuzione in termini assoluti di circa 4,5 miliardi di euro l’anno;

che vengano pertanto adottati immediati provvedimenti per:
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il ritiro completo delle truppe italiane dall’Afghanistan entro il 2012;

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il ritiro immediato dell’Italia dal programma per il caccia statunitense JSF;

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la riduzione o cancellazione di programmi di armamento come le fregate FREMM, i missili MEADS, le nuove unità di assalto anfibio

che vengano inoltre attivati programmi di ristrutturazione delle forze armate con la riduzione di circa 30 mila unità le dotazioni organiche rispetto alla forza attuale di 190 mila militari, la progressiva sostituzione negli incarichi non militari o puramente amministrativi di personale militare con personale civile, che vengano eliminati sprechi e ingiustificati privilegi.

 

Vendola: "Black bloc figli del precariato diamo risposte o sarà un'escalation" Il leader di Sel: la sinistra si faccia carico della loro rabbia. "Ricorrere a leggi speciali sarebbe un riconoscimento politico, un fiore all'occhiello per i violenti" di CURZIO MALTESE - da "LA Repubblica 22/10/2011

Nichi Vendola, un attempato ammiratore degli incappucciati l'ha aspettato ieri fuori dal bar Canova, in piazza del Popolo, ai margini della manifestazione della Fiom e l'ha aggredito: "Pezzo di merda, come ti permetti di dire che quelli di sabato erano barbari? Eroi sono, eroi". È soltanto l'ultimo e in fondo meno preoccupante episodio di intolleranza nei confronti di Nichi Vendola da parte di un mondo di rivoluzionari immaginari che considera il leader di Sel, come dice lui stesso, "ormai il vero nemico, più della destra, che in fondo gli va benissimo così".

Vendola, chi sono, che cosa rappresentano questi incappucciati in nero che s'infiltrano nelle manifestazioni per distruggere le città? Figli di un tempo paradossale o un nuovo partito armato?
"Non è ancora un partito armato, ma c'è il rischio che lo diventi. Possono reclutare nella crescente disperazione delle nuove generazioni e in più godono dell'aiuto di uno stato incapace. La reazione del governo ha dell'incredibile. Non hanno saputo fare prevenzione e hanno mandato allo sbaraglio le forze dell'ordine. E dopo il disastro, che fanno? Il blocco nero chiede la guerra e lo Stato gliela concede. La proposta di leggi speciali va esattamente in quel senso. Di fatto, costituirebbero un riconoscimento politico, un fiore all'occhiello per il blocco nero. Senza contare che naturalmente non servono a nulla. Serve piuttosto che i servizi imparino almeno a leggere quanto circola sulla rete, dove c'era già tutto da giorni e settimane".

Ma da chi è composto questo aspirante partito armato?
"Il blocco nero coinvolge frammenti di antagonismo e di estrema destra sociale, mescolando vaghi miti ideologici con pratiche da guerriglia metropolitana e di semplice gangsterismo. La palestra ideologica e il luogo concreto di reclutamento sono le curve degli stadi. Quanto al programma politico, diciamo così, è piuttosto rozzo: dagli allo sbirro".

Del terrorismo rosso si disse che c'entrava, in qualche modo, con l'album di famiglia della sinistra e purtroppo era vero. Ma esiste oggi un legame reale fra black bloc e movimenti?

"Stavolta non dobbiamo avere ambiguità. Il blocco nero è l'esatto capovolgimento politico della principale idea da cui sono partiti i movimenti in questi anni, cioè la tutela dei beni comuni. Loro negano proprio il bene comune. La città, la piazza, nel significato di bellezza urbana e di luogo della politica, per il blocco nero non sono beni comuni, terreni da attraversare con amore e rispetto: sono prede. Distruggono la città per distruggere la polis, quindi la bella politica, che i movimenti vogliono invece far rinascere. D'altra parte la frattura in piazza è stata nettissima, fra gli indignati e i barbari, come continuo a chiamarli".

Una frattura politica, ma anche emotiva, fra chi comunque crede ancora in un progetto di cambiamento e chi è in preda a una furia nichilista, disperata.
"Se esiste un elemento che illustra l'egemonia culturale di questi anni è il concetto di "eterno presente" elaborato dal filosofo Pietro Barcellona. Il passato è stato abrogato, dal futuro ci si aspetta soltanto la perpetuazione del presente all'infinito. In questa terra di nessuno della memoria si muovono gli incappucciati".

Come il terrorismo è stato in fondo il miglior alleato del potere, prolungando la vita di un ceto politico finito, così questi sedicenti antagonisti possono dare una mano alla sopravvivenza di questo?
"Ma sono antagonisti a che cosa? Gli incappucciati sono l'altra faccia della violenza del Potere con la maiuscola. Ne condividono il machismo, lo spirito eversivo, perfino il gusto per la mascherata. Erigono barriere, escludono dalla lotta i deboli, hanno in testa una loro zona rossa dove si separa l'estetica della guerra dall'etica della politica"

Al potere italiano i sovversivi sono sempre piaciuti, perché?
"L'humus è lo stesso. Quello che Gramsci chiamava il sovversivismo delle classi dirigenti italiane. Il presidente del consiglio che favoleggia con un personaggio come Lavitola una specie di rivoluzione di piazza, tumulti violenti contro sedi di giornali e palazzi di giustizia, s'inserisce appunto nel filone di questa storia".

L'odio degli incappucciati nei confronti delle forze dell'ordine può essere visto come un pendant dal basso delle campagne di un potere criminaloide contro i magistrati?
"Nel nome del comune disprezzo per la legalità, che è la base del gioco democratico. Ora non voglio citare la famosa poesia di Pasolini sugli scontri di valle Giulia, ma insomma ricordare che i poliziotti sono lavoratori, vengono dalle classi popolari e sono ridotti a furia di tagli in condizioni di lavoro penose. Il crollo di consenso della destra nelle caserme è palpabile e con la frustrazione, il dolore di quel mondo una sinistra che voglia davvero cambiare le cose deve confrontarsi, dare risposte. Ed è quello che avviene già spontaneamente in piazza, anche e anzi soprattutto nella piazza del 15 ottobre. L'applauso dei manifestanti pacifici alle forze dell'ordine che caricavano il blocco nero, la carezza del poliziotto a una manifestante colpita, sono gesti nuovi e importanti".

Senza voler trovare alibi alla sociopatia, non trova che comunque fra i giovani la categoria dei non rappresentati sia pericolosamente cresciuta negli anni, col rischio di alimentare esplosioni di rabbia sociale?
"E si allargherà sempre di più fino a quando la politica e i media non capiranno che la questione del lavoro precario, della vita da precari, è il problema numero uno. Prima del debito pubblico, della crisi, dei precetti del Fondo Monetario o delle banche centrali. La precarizzazione di intere generazioni può portare a una rottura antropologica. Questo fenomeno o trova una rappresentazione mediatica e una rappresentanza politica oppure rischia di fare la fortuna dei blocchi neri, quelli di strada e quelli di palazzo. Del resto, se lo comprendono Draghi e i vescovi, confido che possa farlo anche il centrosinistra italiano".

Non esiste davvero alcun legame fra le imprese del blocco nero e l'alba del terrorismo?
"Troppa storia è passata, con cambiamenti epocali. Un solo pericolo è comune. Il fascino della vecchia idea che i fini possano giustificare i mezzi. Ora, se la storia del Novecento ci ha insegnato qualcosa è che per un mondo più gentile si può ottenere soltanto praticando la gentilezza. Un mezzo barbaro prefigura un esito di barbarie. Lo dico mentre passano queste immagini della rivolta in Libia, che mi preoccupano. Perché ho paura di chi festeggia il vilipendio di un cadavere, perfino se è il cadavere di un dittatore assassino come Gheddafi".

 

Yes, they camp
Questi nostri figli lasciamoli senza padri, senza carezze premurose, senza sguardi compiaciuti. Lasciamo che le piazze le riempiano loro, con parole, gesti, fantasie che noi non sapremmo trovare. Questi figli che s’arrampicano sui tetti delle università, che montano le loro tende davanti ai Palazzi della finanza bugiarda e la mattina ripuliscono i marciapiedi perché non era un bivacco ma un presidio politico. Questi figli precari fuori e limpidi dentro, sacchi a pelo, draghi di carta, vite in prestito in attesa che tutto cambi. Questi figli nostri. Così adulti, così sfacciati: lasciamo che la loro rivoluzione globale la facciano senza poggiarvi sopra il nostro cappello. Yes, they camp.
Claudio Fava

NON BASTA SOLO VINCERE LE ELEZIONI.

Quello che sta accadendo nel Mondo, in Europa e nel nostro Paese, impone un diverso modo di pensare la politica e, soprattutto un radicale e generalizzato cambio della guardia tra chi la politica la fa ormai per mestiere contribuendo ad aumentare la distanza con il Paese reale.
Sarebbe ininfluente se lo pensassi solo io, ma questo sentimento è, a ragione, crescente e generalizzato.
Se Berlusconi simboleggia lo squallore assoluto, in una fase che sta per concludersi, il substrato culturale e politico, che come bitume è stratificato sulle coscienze,  rappresenta una metastasi diffusa.

Per estirparla non basterà vincere le prossime elezioni con i protagonisti della politica di sempre; non basterà una nuova alleanza tra le forze politiche, a prescindere dall’evocazione di passati esperimenti; non basterà uno slogan che faccia sintesi di sentimenti e bisogni comuni.

Siamo al giro di boa. Non esistono più “zoccoli duri” e la “ragion di partito” è trasversalmente affievolita nel contesto di una militanza sempre meno accentuata.
La differenza sarà determinata da fatti concreti che diano risposta, oggi e non in prospettiva, ai problemi reali che non si conciliano con il vecchio modo di fare politica e meno ancora con gli schieramenti  pensati  in base alla supposta forza elettorale che dall’unione ne deriverebbe.

Non credo, e spero non ci creda neppure chi sta pensando a un nuovo ulivo, che possa costruirsi un’alternativa costruita su basi teoriche che, sulla carta, fa sintesi di protagonismi sempre accesi .

C’è bisogno di un impegno preciso che non faccia slalom tra le diverse posizioni e che ponga l’accento sulle questioni reali evitando di rimandare “al dopo” le risposte.

Non ci vogliono duecentottantatre pagine di illeggibile e improbabile programma.
Serve un progetto chiaro che dica qual’è il modello di società che la sinistra pensa.
 C’è bisogno che si dia una risposta ADESSO ai giovani che tanto giovani ormai non sono più e che neppure hanno ormai la forza di pensare al proprio futuro.

C’è bisogno che si abbandoni per sempre la politica neoliberista che ha danneggiato la nostra società, che ha mortificato l’economia, che ci sta proiettando in una fase recessiva senza precedenti, che punta a fare cassa attraverso i non investimenti e che tra non molto traccerà una linea di non ritorno avendo puntato tutto su una generazione che invecchia e non può essere, evidentemente, all’altezza della sfida.

Il generico e irresponsabile richiamo ad un mercato, del quale si percepiscono contorni  contradditori e indefiniti, se non fosse tragico farebbe certamente ridere. Si discute di quanto sia giusto tenere  inchiodati, post mortem,  i lavoratori sul posto di lavoro mentre gioventù qualificata langue, si rassegna, scappa.

Volendo anche guardare l’epilogo sotto la lente delle regole di uno spietato capitalismo, è del tutto evidente che abbiamo intrapreso una corsa folle verso l’autoestinzione per stupidità. Resteranno le forze giovani assicurate dagli immigrati, con buona pace per i leghisti.

Attenzione quindi strateghi della politica italiana della sinistra. Le soluzioni gattopardesche appartengono al passato; non c’è più modo di eludere la realtà.
Se non si cambia questa volta non ci saranno più appelli.

Giuseppe De Santis - 25/9/2011

 

STAVA PER COMPIERSI UN'INGIUSTIZIA

Nella manovra appena approvata dal Senato era prevista la riduzione del 50% delle indennità ai parlamentari che svolgono altre attività per le quali sia percepito un reddito uguale o superiore al 15% dell’indennità parlamentare stessa.

Premesso che non riesco proprio a capire dove trovano il tempo per svolgere contestualmente più attività e come la legge consenta tale facoltà alla casta e lo impedisca a qualsiasi altro pubblico dipendente, la riduzione del 50% era prevista nei casi in cui l’ulteriore reddito superasse del 15% l’indennità parlamentare percepita che, com’è risaputo, non è una miseria.

Franco Mugnani (PDL) però, vibrando d’indignazione per "l’ingiustizia" che stava per compiersi, con l’impeto di un cavaliere della tavola rotonda, si è adoperato per raccogliere le firme tra i senatori di tutti gli schieramenti e il provvedimento, ancorché approvato dalla commissione bilancio, è stato bloccato. Giustizia è fatta!!!

Eh si … quando si minaccia di scalfire qualche privilegio questi nuovi Spartaco della democrazia fanno da soli, il loro ardire se ne fotte dello sciopero generale che, peraltro, è rumoroso, crea disservizi e ha ricadute sconvenienti sulla busta paga.

Naturalmente tutto il resto (IVA al 21%, aumento dell’età pensionabile, tagli agli enti locali, cancellazione dell’articolo 18, cancellazione definitiva di ogni speranza per i giovani che cominciano a invecchiare senza possibilità neppure di sognarlo il loro futuro, ecc..ecc..ecc..) è passato tra roboanti richiami al bene comune e al Paese da salvare.

La verità è che questi continuano a fotterci con un apologo che somiglia a quello raccontato da Menenio Agrippa ai plebei per dissuaderli dalla rivolta, con qualche variante di volgare “umorismo” qua e là introdotto da Sacconi e company.

Ai tempi di Agrippa almeno, la strategia era Roma … a noi ci tocca invece un’idea grossolana e approssimativa di Paese che questi tribuni da basso impero finiranno per distruggere.
G. De Santis - 8/9/2011

 

LA KASTA E’ SALVA SIGNOR PRESIDENTE!

Non si è trattato di un miracolo signor Presidente della Repubblica! Era nell’ordine delle cose e ampiamente prevedibile la solerzia per approvare la manovra finanziaria che ha dato corso finalmente alla macelleria sociale.

C’è stata qualche palpitazione nei giorni scorsi per via della minaccia di abolizione di qualche guarentigia a danno della Kasta … è vero! Non ho mai pensato tuttavia che le cose non si sarebbero in qualche modo sistemate.

Era prevedibile che tutto sarebbe andato secondo l’ordine delle cose che ormai segna il tempo, anche cambiando gli scenari, in questo gattopardesco paese delle meraviglie.

Signor Presidente, Le confido che non ho mai dubitato che si sarebbe fatto tutto così in fretta; la nostra kasta politica è sensibile, attenta e responsabile e non avrebbe mai potuto tollerare che l’Italia potesse esporsi così senza reagire alla speculazione internazionale dei mercati.

Certo qualche batticuore lo abbiamo avuto tutti quanti quando quel sovversivo di Tremonti ha minacciato qualche tagliettino ai privilegi consolidati della kasta. Alcuni sensibilissimi e attenti parlamentari però hanno minacciato di votare contro la manovra per l’insensata proposta di l'abolizione degli ordini professionali degli avvocati.

Per fortuna il testo che è andato in aula è stato attentamente purgato da ogni tentazione sovversiva e sono stati salvaguardati i sacrosanti interessi della kasta.

Anche l’opinione pubblica, signor Presidente, spero percepisca che i sacrifici li dobbiamo fare proprio tutti, anche la politica .

Sono stati infatti così sapientemente scalfite dell’1% le spese per il finanziamento pubblico dei partiti … e che non si dica che i “rappresentanti del popolo” italiano non tengono conto della volontà popolare che sull’argomento si era pronunciata a maggioranza anni addietro con un referendum.

Qualcuno si lamenta già, come accade sempre: c’è chi sbraita perché è stato infranto il tabù dell’intoccabilità dei 40 anni di contribuzione (non si può mica pretendere che il popolo goda del privilegio dei nostri onorevoli, perbacco); chi minaccia resistenza esagerando con la solita storia che non riesce a vivere con 900 euro al mese, chi sostiene di non poter pagare il ticket sanitario e c’è anche qualche giovane, che non intende scaricare cassette all’ortomercato, e ha ripreso a turbare la serenità delle vellutate digestioni della kasta ancora con la storia dell’occupazione e del precariato.

Non è stato però un miracolo signor Presidente… le cose sono andare come era previsto che andassero. D’altra parte l’onorevole Rotondi qualche settimana fa aveva anche sottolineato, in una illuminante intervista a Libero, quanto fosse giusto per la a kasta una maggiore attenzione nella politica di salvaguardia dei propri privilegi in considerazione del fatto che la kasta non è amata dalla gente.

Tutto è andato come doveva andare e stavolta anche la minoranza parlamentare ha capito la drammaticità del momento e ha lasciato che tutto si compisse per il bene del paese, anche di quei 3 milioni e 129 mila persone che l’Istat ha appena detto che sono “più poveri tra i poveri”.

Signor Presidente, non so come si dice a Napoli, ma a Lecce, dalle mie parti, c’è un detto popolare; un’invocazione a Dio a tutela della kasta: “Signore pruiti li pruituti, ca li spruituti su bituati”

Giuseppe De Santis 15/7/2011

 

 

Vergognosi, impresentabili, (dis)onorevoli

Nessun sussulto per i tagli che metteranno in ginocchio tante famiglie italiane che già in ginocchio stavano, nessun  pudore per l’introduzione del ticket, che senza alcun distinguo reddituale, sarà applicato da lunedì su ogni ricetta medica, nessuna sensibilità per le condizioni del “popolo” che tirano in ballo quando viene comodo e sul quale vomitano tsunami di demagogia, nessun rispetto per chi si vedrà ancora differire la data del pensionamento, nessun pensiero per un’intera generazione di giovani ai quali hanno rapinato il futuro e stanno uccidendo i sogni, nessun riguardo per i Comuni Italiani che si troveranno nelle condizioni di dover tagliare i servizi. SE LA MANOVRA E' NECESSARIA INUTILE STARE QUI A MENARLA CON STI PIAGNISTEI!

E’ bastato però preannunciare l’introduzione dell’articolo 39 bis per l'abolizione degli ordini professionali che scalfisce appena la casta del PDL che esercita il mestiere di avvocato o di notaio e…rullo di tamburi….ecco che si desta la “coscienza” che sembrava essersi assopita, ecco che spuntano gli artigli. Si dissotterra l’ascia di guerra e un urlo scomposto e terrificante squarcia la maggioranza, “compatta” solo quando è chiamata alla macelleria sociale.

Cinquanta onorevoli del PDL minacciano di votare contro il provvedimento! …ma scusate non viene posta la fiducia? - e chi se ne fotte!!! E’ sulle questioni di principio che si misura la "dignità" di questi rappresentanti esemplari del popolo italiano.

Giuseppe De Santis - 13/7/2011

APPROVATA LA MOZIONE CONTRO LA TERZA PISTA PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE "UNITI PER CASTANO"

Il gruppo consigliare “uniti per castano” ha sottoposto al Consiglio Comunale di ieri 20 giugno, la mozione in merito alla realizzazione della terza Pista dell’aeroporto della Malpensa. La mozione è stata approvata con la sola astensione del gruppo della Lega Nord.

FERMIAMO LA TERZA PISTA perchè l’ampliamento dell’Aeroporto di Malpensa e la costruzione di una Terza Pista NON SONO COMPATIBILI con il Territorio del Parco Ticino e con la salute delle popolazioni che lo abitano. Questi luoghi rappresentano un patrimonio storico e ambientale che i nostri figli e le generazioni future ci impongono di custodire e tutelare. Non possiamo permettere che in nome di un ipotetico progresso, fonte di arricchimento economico di solo poche persone, venga sacrificato un bene inestimabile come il Parco del Ticino.
La terza pista porterebbe alla distruzione dell’ambiente e del territorio; aumenterebbe l’inquinamento acustico ed atmosferico con aumento dei danni alla salute e alla popolazione, alla flora e alla fauna, la creazione di nuove infrastrutture provocherebbe danni ambientali e paesaggistici irreversibili, 330 ettari dell’ultima brughiera sarebbero distrutti, sarebbe cancellata dalla faccia della terra la frazione di Tornavento abitata da più di 500 persone.
 

MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE “ UNITI PER CASTANO”  da sottoporre alla decisione del  CONSIGLIO COMUNALE del 20 Giugno 2011  in merito alla realizzazione della terza pista dell’aeroporto della Malpensa (in riferimento all’art. 13  regolamento del Consiglio Comunale di Castano Primo)  

-          Premesso che con nota del 30.03.2010 l’ENAC - Ente nazionale per l’aviazione civile – rendeva noto di aver effettuato per l’aeroporto di Malpensa la valutazione di rischio contro terzi interessante il territorio di otto Comuni posti al limite tra le province di Varese e di Milano (tra i quali è compreso anche Castano Primo). Trasmettendo ufficialmente ai Comuni interessati le rispettive curve isorischio.

 -          Rilevato che SEA ha incontrato i Comuni del CUV e successivamente anche i Comuni di Turbigo, Nosate, Robecchetto con Induno e Castano Primo per illustrare loro le successive procedure autorizzative dell’opera;

 -          Preso atto della riunione tenutasi in data 6.07.2010 presso SEA nel corso della quale veniva acquisito il Master Plan aeroportuale con altra documentazione esplicativa dei differenti iter autorizzativi comprensiva di parere legale concernente l’applicazione delle VIA e VAS;

 -          Vista la richiesta dei Sindaci del CUV in data 24.06.2010, cui si sono associati i Comuni di Turbigo, Nosate e Robecchetto con Induno, per richiedere al Consiglio Regionale azione politica nei confronti del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, titolare della procedura di Valutazione  di Impatto Ambientale nei confronti del piano industriale di SEA, per la sospensione della stessa sino all’approvazione definitiva del Piano Regionale d’Area Malpensa assoggettato alla VAS, secondo i dettami della legge regionale sul territorio;

 -          Viste le successive Deliberazioni del Consiglio Regionale della Lombardia n. IX/0013 del 29.06.2010 (Consiglio Regionale svoltosi a Malpensa) e n. IX/0042 del 28.07.2010 (Risoluzione concernente lo sviluppo di Malpensa);

 -          Rimarcato in proposito che gli impegni richiesti dall’allegato “A” al DPCM del 13 Dicembre 1999 (Decreto D’Alema) sono stati sempre in gran parte disattesi, soprattutto per quanto riguarda l’eliminazione dei voli notturni  dalle h. 23 alle h. 6;

 -          Vista la “Sentenza Quintavalle” di condanna relativa alle emissioni inquinanti degli aerei nei Comuni di Somma Lombardo e Vizzola Ticino;

 -          Visti i dati emersi dalla campagna di monitoraggio ambientale dell’aria effettuata dal Comune di Casorate Sempione nel periodo Luglio-Novembre 2010;

 -          Visti i dati emersi dalla campagna di monitoraggio ambientale dell’aria effettuata dal Parco Ticino e dall’Università Cattolica di Brescia nel 2010;

 -          Considerata l’arretratezza del percorso di stesura ed approvazione del nuovo Piano d’Area  (DGR 16.12.2009 n. 8/10840) con relativa VAS (Valutazione Ambientale Strategica) riguardante i territori dei Comuni del Quadrante Ovest, strumenti indispensabili per valutare complessivamente le ricadute del progetto della nuova infrastruttura sull’intero territorio;

 -          Considerando che, stando alla stampa, la suddetta stesura ed approvazione del nuovo Piano d’Area è attualmente sospesa;

 -          Viste le richieste degli 11 Sindaci del Castanese (anno 2006) e Febbraio 2011 di assoggettare ogni ampliamento dell’Aeroporto di Malpensa alla VAS sul Piano Regionale d’Area Malpensa;  

 -          Considerato che la terza pista sorvolerà il territorio di Castano Primo in zona abitate a quote decisamente inferiori rispetto alle rotte odierne;

 -          Viste la petizione inviata a Luglio 2010 da 30 famiglie castanesi che verrebbero a trovarsi immediatamente sotto le rotte di atterraggio della nuova pista e che vedrebbero completamente compromessa la qualità della loro vita;

 -          Tenuto inoltre conto che:

 ·         i Parchi Lombardo e Piemontese della Valle del Ticino sono stati dichiarati dall’UNESCO, “Riserva della Biosfera e Patrimonio dell’umanità” attestandone la funzione di territorio particolarmente pregiato da tutelare e da consegnare intatto alle future generazioni;

 ·         per la costruzione della terza pista si comprometterebbe irrimediabilmente l’integrità del territorio del Parco, e quindi del corridoio biologico europeo, ampliando notevolmente il sedime aeroportuale verso sud in prossimità dei territori di Castano Primo, Robecchetto con Induno, Turbigo e Nosate;

·        l’ampliamento del sedime aeroportuale per la realizzazione della terza pista e del previsto polo logistico comporterebbero la distruzione di un’area di 330 Ettari di territorio di pregio inserita in una delle aree più esclusive del Parco Lombardo del Ticino, già riconosciuta per la sua valenza ambientale da numerosi Enti;

IL CONSIGLIO COMUNALE  

D E L I B E R A

 

1.       Di richiedere a tutti gli Enti Istituzionali interessati che fino a che non saranno rispettate da tutti gli organismi preposti tutte le norme vigenti e tutti gli impegni assunti, in particolar modo relativamente alla limitazione dei voli notturni, non dovrà essere preso in considerazione alcun progetto di potenziamento o ampliamento dell’aeroporto;  

2.       Di comunicare a tutti gli Enti Istituzionali interessati che il Comune di Castano Primo ritiene ritiene la VAS sul piano d’area Malpensa l’unico strumento in grado di stabilire le ricadute sul territorio dell’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa.  

3.       Di comunicare a tutti gli Enti Istituzionali interessati che fino all’effettuazione da parte del Governo e della Regione Lombardia di una formale ed ufficiale procedura di VAS in accordo alla direttiva europea 2001/42/CE, non dovrà essere preso in considerazione alcun progetto di potenziamento o ampliamento dell’aeroporto;

4.      Di esprimere - stante la l’attuale situazione di mancata informazione e soprattutto in assenza del nuovo Piano d’Area che, insieme alla Valutazione Ambientale Strategica riguardante i territori dei Comuni del Quadrante Ovest, rappresentano strumento indispensabile per valutare le ricadute ambientali del progetto della nuova infrastruttura -  la propria contrarietà in riferimento alla realizzazione della  Terza pista dell’aeroporto di Malpensa, richiamando integralmente le considerazioni espresse nella parte narrativa del presente atto;

5.       Di richiedere agli  Enti Istituzionali interessati che il Comune di Castano Primo sia coinvolto in tutti i processi decisionali relativi all’Aeroporto di Malpensa;

 6.       Di ricercare l’azione sinergica dei Comuni contermini, in modo da rafforzare la posizione comune e condividere le iniziative poste a tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica; 

7.     Di trasmettere la presente deliberazione a tutti gli Enti Istituzionali interessati ed ai Sindaci dei Comuni lombardi e piemontesi coinvolti dall’impatto aeroportuale. 

Il Gruppo  consiliare  “UNITI PER CASTANO” proponente della mozione:

 CALLONI DARIO e  FULVIO GRIFFANTI

Castano Primo 14-06-2011

 Il nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Milano Malpensa prevede tra gli interventi a breve termine la realizzazione della Terza Pista di Malpensa (entro il 2015 secondo il Contratto di Programma).  Terza Pista che avrà un impatto devastante sul nostro territorio, tant’è vero che una frazione di Lonate Pozzolo dovrà essere delocalizzata e 330 ettari di pregiato Parco Ticino rasi al suolo.

Nonostante i Sindaci dei Comuni del Piano d’Area Malpensa ed il Parco del Ticino abbiamo richiesto che il progetto della terza pista dell’Aeroporto di Malpensa sia subordinato all’approvazione della Valutazione Ambientale Strategica della Regione Lombardia sul nuovo piano d’area Malpensa quadrante ovest, SEA ed ENAC hanno invece deciso di richiederne l’autorizzazione con la sola procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), ma quello che più sconcerta è che con delibera di consiglio IX/42 del 28/07/2010 Regione Lombardia si è dichiarata d’accordo con questo tipo di procedura !!!

Tutto questo in violazione alla direttiva comunitaria 2001/42/CE.

SEA ha presentato la richiesta di VIA basata su un semplice Master Plan, anziché su un progetto definitivo approvato da un Ente Pubblico, richiesta accettata con molta disinvoltura dal Ministero dell’Ambiente, che dimenticandosi di ogni direttiva comunitaria, ha concesso 60 giorni per la presentazione delle osservazioni.

E pensare che la stessa Regione Lombardia nella suddetta delibera del 28/07/2010 sottolineva l’importanza di procedere parallelamente e coordinatamente fra la VIA sul Master Plan e la VAS sul Piano d’Area, garantendo il massimo raccordo fra VIA e VAS per assicurare la corretta ricaduta sull’area vasta.

Ebbene a distanza di un anno dovè la VAS ?

Purtroppo mentre il Piano territoriale d’Area Malpensa quadrante ovest (autorizzato il 16/12/2009) e la relativa VAS sono fermi in Regione Lombardia senza sapere se e quando partiranno, la VIA sta seguendo il suo iter autorizzativo presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare .

Attenzione: che non si cerchi di spacciare l’unica VAS effettuata, quella sul Piano Territoriale Regionale PTR approvato il 18/01/2010 per buona, perché essa NON CONTIENE elementi di specifica valutazione relativi ad un possibile ampliamento delle superfici aeroportuali.

La Valutazione Ambientale Strategica è richiesta su tutti i Piani di Governo del territorio, anche dei più piccoli Comuni, anche per l’autorizzazione di piccolissime varianti di tipo residenziale.

La VAS sul Piano d’area Malpensa è l’unico strumento che ci può e ci deve dire fino a che punto lo sviluppo di Malpensa può arrivare e qual è il traffico che questo territorio può sopportare.

Insomma la VAS definirebbe un limite e metterebbe delle regole. Regole che, a quanto pare, non piacciono a SEA.

 

Anche se SEA dice il contrario, analizzando il Nuovo Master Plan di SEA si evince chiaramente che la VAS è indubbiamente necessaria, in quanto a Pag.5 della Relazione Tecnica si legge che :

“Il presente Master Plan Aeroportuale si pone l’obiettivo di riproporre la centralità di Malpensa nel sistema aeroportuale europeo, individuando soluzioni in grado non solo di fronteggiare il normale sviluppo del settore, ma anche di soddisfare le esigenze specifiche di un mercato forte, trainante l’intero sistema economico italiano, quale è quello dell’Italia settentrionale.

Vengono pertanto aggiornate, in relazione alle mutate condizioni di riferimento, le scelte alla base del Piano Regolatore Generale Aeroportuale redatto nel 1985, proponendo un nuovo ed organico sviluppo dell’intero complesso aeroportuale che, sulla base delle esperienze maturate, riesca a garantire grande flessibilità per poter adeguatamente fronteggiare la futura evoluzione del settore ed un corretto equilibrio tra lo sviluppo socio-economico del contesto territoriale e la salvaguardia dell’ambiente in cui l’aeroporto si inserisce”.

 

Per quanto sopra il Nuovo Master Plan integra e sostituisce il precedente Piano Regolatore Aeroportuale del 1985.  Il nuovo Master Plan è quindi un atto di Pianificazione Territoriale e per questo DEVE essere sottoposto a V.A.S.

La variazione del sedime aeroportuale, comporterà di conseguenza anche una variazione dei documenti di programmazione territoriale dei vari Comuni del territorio e del PTC del Parco Ticino.

E’ opportuno ricordare che la storia di Malpensa, a partire dal 1986, è costellata da una serie di inadempienze giuridico/amministrative in materia di valutazione ambientale, già oggetto di attenzione da parte delle unità Ambientale e Giuridica della  Commissione Europea, la quale aveva archiviato nell’aprile 2006 la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata realizzazione della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione del terzo/terzo dell’aerostazione e per il terzo satellite, accettando l’assicurazione del Ministro dell’Ambiente pro-tempore Matteoli che Malpensa non avrebbe superato il limite massimo di 21.300.000 passeggeri l’anno.

Ci si preoccupa anche per il Piano di sviluppo dell'Aeroporto di Malpensa, che si trova inserito in un contesto di aree naturali protette, con diversi SIC (siti di Importanza Comunitaria)  la cui attuazione comporterebbe ulteriori e pesanti ricadute/danni in termini ambientali.

La realizzazione di ogni progetto relativo all’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa deve essere subordinato all’approvazione del Piano territoriale d’area Malpensa quadrante ovest ed alla relativa Valutazione Ambientale Strategica così come previsto dalla direttiva comunitaria 2001/42/CE.

Se il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a fronte delle osservazioni che saranno presentate dai cittadini, non esprimesse parere negativo sullo studio di Impatto Ambientare relativo al Nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Malpensa, si presenteranno i ricorsi alla Commissione Europea (Direzione Generale dell’Ambiente) per l’apertura di procedure di infrazione per il mancato rispettato delle Direttive Comunitarie in materia di VAS e per il danneggiamento di Siti di Importanza Comunitaria (SIC) interessati dall’ampliamento dell’aeroporto

 

 

Da anni si sapeva tutto. Malpensa, disastro ecologico. Eppure c’è chi sapeva tutto e niente ha fatto per impedirlo.

Nota del ministero dell’Ambiente del 7 ottobre 2010 trasmessa a tutti gli enti con competenze aeroportuali (Regione Lombardia, ente Parco del Ticino, ministeri di Trasporti e Agricoltura) che definisce l’impatto ambientale di Malpensa “disatro ambientale”

NESSUNO TOCCHI VIA GAGGIO

Venerdì 29 aprile, per mancanza di posti a sedere, la gente era in piedi in Villa Rusconi a Castano Primo  nel corso dell’incontro del comitato per la difesa del Parco del Ticino contro la terza pista di Malpensa “ W Via Gaggio”.

E’ stata rappresentata, a un pubblico attento e preoccupato, la minaccia reale che grava sul futuro di tutti per il progetto dissennato della costruzione della terza pista.

E’ stato registrato l’assordante silenzio e l’assenza dell’Amministrazione Comunale di Castano Primo che dovrà pur pronunciarsi a riguardo, dal momento che il nostro territorio è destinato a subire effetti nefasti se la terza pista dovesse davvero essere realizzata.

La trasversalità tra i cittadini delle preoccupazioni è un dato di fatto e ciò mette al riparo da ogni speculazione politica costringendo i sostenitori del progetto a misurasi nel merito del problema. Certo non hanno più alcuna attendibilità i proclami, peraltro demagogicamente anche datati, che promettono sviluppo, benessere, lavoro ed altre improbabili provvidenze.

Quand’anche fossero attendibili, certe “promesse”  devono essere necessariamente commisurate con beni indisponibili come la salute e rischi da non correre su un territorio già compromesso, come l’aumento delle patologie, di tumori, e il peggioramento della qualità della vita nel suo insieme.

In verità, la terza pista risulta essere inutile sperpero di denaro dal momento che già il traffico su Malpensa è minore del previsto.  Le attività derivanti dalla presenza dell’aeroporto sono inferiori di molto rispetto a quanto dichiarato. I nuovi posti di lavoro, pur ammettendone la previsione, sarebbero precari ed a tempo determinato.

Qualche giorno fa, nel corso di un seminario organizzato nella sede del Parco del Ticino di Tornavento, Osvaldo Gammino, rappresentante lombardo dell’Airline operator Commitee (associazione che riunisce le compagnie aeree) ha esordito stupendo la platea dicendo: “E’ Linate per noi la terza pista”…”Aumenterà la tassa d’imbarco per un’infrastruttura che così come è fatta e per come è posizionata non servirà. Soltanto per raggiungerla, gli aerei sprecheranno un sacco di carburante: serviranno venti minuti di rullaggio in più”. Per Easyjet, la compagnia basata al terminal 2 che più di altre manifesta la propria contrarietà, arrivare in pista sarà in pratica un viaggio nel viaggio.

La terza pista porterebbe alla distruzione dell’ambiente e del territorio; aumenterebbe l’inquinamento acustico ed atmosferico con  aumento dei danni alla salute e alla popolazione, alla flora e  alla fauna, la creazione di nuove infrastrutture provocherebbe danni ambientali e paesaggistici irreversibili, 330 ettari dell’ultima brughiera sarebbero distrutti, sarebbe cancellata dalla faccia della terra la frazione di Tornavento abitata da più di 500 persone.
Vigileremo affinché neppure un ramo sia spezzato e lo faremo con la gente che vive, lavora, spera e sogna su questo territorio.

Giuseppe De Santis 

2/5/2011

 

IL PREZZO DELLE COSE
Dunque tutto ormai ha un prezzo? L’involuzione culturale che si protrae ormai da tempo, da troppo tempo, ha compromesso anche il DNA degli italiani? Concita de Gregorio scriveva ieri sull’Unità: “Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri…”
E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello. Non possiamo rassegnarci e non mi rivolgo solo alla gente di sinistra ma ai miei colleghi di lavoro, alla persone con le quali parlo tutti i giorni, a quelle con le quali lavoro, agli stessi avversari politici, agli italiani insomma.
Non si tratta più di cavilli giuridici, di “giudici naturali”, di “magistratura comunista”…qui c’è in gioco il senso stesso di un’esistenza collettiva che sta sfuggendo dalle regole di base, non necessariamente scritte, che presuppongono un’etica, una morale, dei valori sottratti finalmente alle regole del commercio e del meretricio.
Siamo di fronte ad un potere che ignora il senso comune della vergogna e che nei confronti dello stesso, il senso della vergogna non è opponibile perché ne è immune.
“Perché dovrei lavorare per mille euro al mese quando qui ne posso guadagnare duemila a notte per poche ore?”
…da una delle conversazioni intercettate!
Ragazze bellissime ricompensate con molti soldi e con abitazioni di lusso in uno degli stabili di via Olgettina 65 a Milano, nel quartiere che Berlusconi  stesso ha creato negli anni 70. Appartamenti ceduti  in comodato d’ uso alle ragazze poi ospite alle serate organizzate nella residenza di Arcore.
Tutto è mercificato, c’è un prezzo per un voto favorevole per la fiducia al governo, un prezzo magari solo per farsi dire “micio, bello e bamboccione”, un prezzo per la stessa amicizia sulla quale qualcuno fa la cresta.
Vorrei chiedere ai tanti elettori della Lega, costretti a tollerare il tanfo del liquame maleodorante che invade ormai l’Italia nel quale sono invischiati per effetto di un’alleanza elettorale con un supposto satiro senza etica per il quale emergono evidenti aspetti patologici, qual è il prezzo del Federalismo Fiscale? Quanto sono disposti a pagarlo?
Vorrei chiedere a quegli italiani del PDL che ne fanno una questione di schieramento politico, come possono realmente tollerare la sola circostanza, là dove fosse falso tutto il resto, che un capo di governo possa essere così evidentemente ricattabile e, allo stesso tempo, rappresentativo in Italia e all’estero?
Basta bisogna dirlo subito perché, là dove fossimo ancora in tempo, è già maledettamente tardi.
Giuseppe De Santis - 19/1/2011

 

Verso il congresso fondativo di Sinistra Ecologia e Libertà 

Si è svolta ieri 1/10/2010 a Castano Primo in Via del Pozzo 15, l'Assemblea precongressuale in vista del primo congresso nazionale di SeL. 
Dopo la relazione del coordinatore uscente l'assemblea ha ampiamente dibattuto sulle questioni politiche a livello nazionale e sul nuovo soggetto politico che nascerà  con il congresso di Firenze dal 22 al 24 ottobre 2010.
E' stato eletto il gruppo dirigente e il nuovo segretario nelle persone:

SEGRETARIO:Annamaria Talia 

SEGRETERIA: Giuseppe De Santis; Franco Gelati; Tiziano Passerini; Stefano Grimelli

REVISORI DEI CONTI:  Franco Gelati; Tiziano Passerini; Mario Meroni

DELEGATO AL CONGRESSO PROVINCIALE: Tiziano Passerini

 

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